La rocca è indiscutibilmente il simbolo di Sestola, per il ruolo che ha svolto nella storia e perché è il simbolo più riconoscibile ed identitario. Non appena la si scorge da lontano è naturale provare la sensazione di sentirsi a casa, non solo per gli abitanti di Sestola ma per tutti coloro che hanno un forte legame con il paese.
La rocca è indiscutibilmente il simbolo di Sestola, per il ruolo che ha svolto nella storia e perché è il simbolo più riconoscibile ed identitario. Non appena la si scorge da lontano è naturale provare la sensazione di sentirsi a casa, non solo per gli abitanti di Sestola ma per tutti coloro che hanno un forte legame con il paese.
la storia
Il Forte di Sestola ha origini molto antiche: il primo documento scritto che parla di un “Castro Sextulae” è il Diploma di Astolfo risalente al 753 d.C.
Con questo documento, il re longobardo Astolfo donava al cognato Anselmo, fondatore dell’Abbazia di Nonantola e futuro Sant’Anselmo, i territori circostanti l’Abbazia, includendo anche le zone dell’Appennino modenese.
Il Castro Sextluae era un borgo fortificato che sorgeva nella parte alta dello sperone roccioso che domina le vallate del Leo e dello Scoltenna: proprio qui ebbe origine il primo nucleo abitativo di Sestola, che solamente a partire dalla fine del XVI secolo, in concomitanza con la costruzione della nuova fortezza, si spostò dove sorge ancora oggi.
L’attuale complesso di edifici che costituiscono il forte, fu progettato dall’architetto e cartografo Marco Antonio Pasi per volere del duca Alfonso II d’Este: i lavori di costruzione ebbero inizio nel 1563 e terminarono una ventina di anni dopo. La nuova fortezza avrebbe così ospitato la sede del Governatore del Frignano fino alla fine del XVIII secolo.

Il forte oggi
Oggi la Fortezza ospita i Musei della Rocca, gestiti dall’Associazione Culturale E’Scamàdul in collaborazione con il Comune di Sestola, e la nuova sede di AIRES, il Centro Internazionale per lo studio dell’atmosfera, dei cambiamenti climatici e dell’ambiente, in rete con le stazioni meteo e di ricerca dell’Aeronautica Militare e CNR situate sulla vetta del Monte Cimone.
I Musei della Rocca di Sestola ospitano oggi numerose collezioni dedicate al territorio e non solo: la mostra archeologica “Frammenti dal Passato. La ceramica graffita tra arte e quotidiano”, gli affreschi di San Giovanni Battista provenienti dalla Chiesa di Roncoscaglia, il Museo degli Strumenti Musicali Meccanici, la mostra “La Stanza dei Ricordi” dedicata alla soprano sestolese Teresina Burchi Reiter, il Museo della Civiltà Montanara e la mostra “Un angolo d’arte” realizzata in collaborazione con il gruppo di pittrici Sette di Quadri.
Dalla torre della Rocca è inoltre possibile godere del suggestivo panorama sul paese e sulle vallate circostanti.
Oggi il percorso museale è caratterizzato da dispositivi digitali interattivi, realizzati grazie al finanziamento PNRR per l’incentivo “Transizione digitale organismi culturali e creativi” (TOCC), che affiancano i visitatori attraverso proiezioni, video e dispositivi touch screen, nella scoperta della storia della fortezza e delle sue collezioni.
Due sono le strade per salire in Rocca. La via più impegnativa ed antica è la storica “Via Governatori del Frignano” che sale ripida dal Campanile di Sestola e conduce dentro le mura, con un percorso erto ma allo stesso tempo ricco di fascino.
Alternativa più dolce e suggerita a chi preferisce conservare il fiato è quella di percorrere Via Castello, la strada asfaltata chiusa al traffico che sale da Via Macello, in zona Biblioteca Comunale. Questa via è utilizzata nei mesi estivi dal servizio navetta che conduce fino a castello.
Il parco della Rocca è sempre accessibile ed è il luogo ideale per chi cerca un po’ di relax a due passi dal centro.
È possibile andare al Parco della Covetta, per ammirare il panorama e per seguire anche il percorso Rocca Fitness, oppure si può anche fare l’Anello della Fratta, itinerario che scende verso Poggioraso e risale attraversando l’abetaia che si trova nel versante nord del poggio della Rocca.
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